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Botteghino

nel chiostro

Maratona Finale

26 Luglio 2026 ore 21.00

Biglietti

Lecce, Chiostro dell’accademia di Belle Arti

Chiostro dell’Accademia di Belle Arti – Lecce
/ MAPS

Samuel Barber

Adagio tratto da Quartetto per archi op.11

Benjamin Britten

Quartetto n.2 in do maggiore op.36
Allegro Calmo
Vivace
Chacony

Ernest Bloch

Trois Nocturnes
Andante moderato
Andante
Tempestoso

Aaron Copland

Vitebsk: Study on a Jewish Theme

Thomas Demenga

New York Honk

Astor Piazzolla

Verano Porteño

Leonard Bernstein

Suite da West Side Story per due pianoforti e percussioni

–
Con il sostegno di MiC e SIAE, nell’ambito del programma Per Chi Crea

Nell'ambito del Progetto Speciale:As part of the Special Project:
Nel segno di Dvořák e Brahms: il pianoforte da camera

Nell'ambito del Progetto Speciale:As part of the Special Project:
Futuro Presente

Con il sostegno di MiC e di SIAE, nell'ambito del programma With the support of MiC and SIAE, within the framework of the program Per Chi Crea

In collaborazione con In partnership with Fondazione Sylva

Disponibile pullman A/R da Lecce (Porta Napoli)
Servizio a pagamento - 12 euro
Info e prenotazioni:
Return bus available from Lecce (Porta Napoli)
Paid service - 12 euros
Info and reservations:
federicaoperaprima@gmail.com

Nell’ambito del Progetto Speciale “ Nostalgia e ironia in Rachmaninov e Poulenc”

As part of the Special Project "Nostalgia and irony in Rachmaninov and Poulenc"

Beatrice Rana

Pianoforte

Beatrice Rana ha scosso l’intero panorama della musica classica internazionale, suscitando ammirazione e interesse da parte di sale concertistiche, direttori, critici e pubblico di tutto il mondo.

Si esibisce nelle sale da concerto e nei festival più rinomati al mondo, tra cui la Philharmonie di Berlino, il Concertgebouw di Amsterdam, la Carnegie Hall e il Lincoln Center di New York, il Barbican Centre, la Wigmore Hall, la Royal Albert Hall e la Royal Festival Hall di Londra, la Philharmonie de Paris la Konzerthaus e il Musikverein di Vienna, la Walt Disney Hall e l’Hollywood Bowl di Los Angeles, i BBC Proms, il Festival di Lucerna.

Collabora abitualmente con direttori del calibro di Yannick Nézet-Séguin, Antonio Pappano, Manfred Honeck, Klaus Mäkelä, Gianandrea Noseda, Jaap van Zweden, Lahav Shani, Jakub Hrusa, Riccardo Chailly, Paavo Järvi, Gustavo Gimeno, Fabio Luisi, Valery Gergiev, Vladimir Jurowski, Dima Slobodeniouk, James Gaffigan, Mirga Gražinytė-Tyla, Susanna Mälkki e Zubin Mehta.

Le sue collaborazioni orchestrali includono apparizioni con i Berliner Philharmoniker, la Royal Concertgebouw Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Cleveland Orchestra, Chicago Symphony, la Bayerische Rundfunk Sinfonieorchester, la Chamber Orchestra of Europe, l’Academy of St Martin in the Fields, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la Filarmonica della Scala.

Beatrice Rana registra in esclusiva per Warner Classics. Ha pubblicato nel corso degli anni 6 album che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali, tra cui il prestigioso “Editor’s Choice” della rivista Gramophone e il premio “Newcomer of the Year” del BBC Music Magazine. L’anno 2017 rimarrà una pietra miliare nella sua carriera grazie alla pubblicazione delle Variazioni Goldberg di Bach. La registrazione è stata elogiata dai critici di tutto il mondo ed ha ricevuto due importanti premi: lo “Young Artist of the Year” ai Gramophone Awards e il “Discovery of the year” agli Edison Awards. Nel giugno 2018, Beatrice Rana è stata scelta come ‘artista femminile dell’anno’ ai Classic BRIT Awards della Royal Albert Hall.

Nel giugno 2013 Beatrice Rana ha vinto la Medaglia d’Argento e il “Premio del pubblico” alla prestigiosa Van Cliburn International Piano Competition. Aveva tuttavia attirato l’attenzione internazionale già nel 2011, a 18 anni, con la vittoria del primo premio e di tutti i premi speciali al Concorso Internazionale di Montreal. Nata in una famiglia di musicisti, ha iniziato i suoi studi musicali a quattro anni e si è diplomata in pianoforte sotto la guida di Benedetto Lupo al Conservatorio di Musica Nino Rota di Monopoli, dove ha studiato anche composizione con Marco della Sciucca. Ha in seguito studiato con Arie Vardi ad Hannover e di nuovo con Benedetto Lupo all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Nel 2017 Beatrice Rana ha fondato il Festival di musica da camera “Classiche Forme” nella sua città natale, Lecce, in Puglia. Il Festival è diventato uno dei più importanti eventi estivi italiani.

Massimo Spada

Pianoforte

Massimo Spada nasce a Roma nel 1986 e si avvicina allo studio del pianoforte all’età di sei anni. Nel 2005 si diploma con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, sotto la guida del M° Pieralberto Biondi. Successivamente, perfeziona la sua formazione presso l’Accademia Pianistica di Imola "Incontri col Maestro", studiando con il M° Boris Petrushansky e il M° Riccardo Risaliti, e prosegue gli studi all’Accademia di Santa Cecilia sotto la guida del M° Benedetto Lupo e del M° Stefano Fiuzzi.

Parallelamente alla sua formazione musicale, Spada si laurea nel 2009 con lode in Storia della Musica presso l’Università La Sapienza di Roma.

La sua carriera concertistica si distingue per la capacità di combinare grandi classici del repertorio pianistico con opere di compositori meno conosciuti. Spada è fortemente impegnato nella promozione della musica contemporanea, con un’attenzione particolare a composizioni a lui dedicate. Dal 2011 è il pianista dell’Ensemble Novecento, diretto dal M°Carlo Rizzari Si esibisce regolarmente in recital solistici e in formazioni da camera, collaborando con musicisti di spicco come Beatrice Rana, Andrea Obiso, Andrea Oliva.

Spada è anche attivo nel campo della didattica. È docente di pianoforte presso il Conservatorio Morlacchi di Perugia e, dal 2020, insegna a Roma presso Avos Project, scuola che ha contribuito a fondare e di cui è direttore artistico.

Maxime Pidoux

Percussioni

Maxime Pidoux, nato a Parigi nel 1994, ha iniziato la sua carriera musicale al pianoforte all'età di 5 anni. Due anni dopo, ha preso le sue prime lezioni di percussioni al Conservatoire Hector Berlioz. A ciò ha fatto seguito una formazione in marimba, timpani, vibrafono jazz e batteria. Il suo grande desiderio di scoprire nuovi modi di suonare la batteria ha portato Maxime a Monaco di Baviera nel 2013, dove ha studiato presso l'Università di Musica e Teatro con il Prof. Raymond Curfs. Ha approfondito la sua formazione musicale con l'Orchestra dei Giovani Francesi, l'Orchestra del Festival Schleswig Holstein e l'Orchestra dei Giovani Gustav Mahler sotto la direzione di Dennis Russell Davies, Michael Sanderling, Christoph Eschenbach, Krzysztof Urbanski, Manfred Honeck e Daniel Harding. Dal settembre 2016, Pidoux è stato membro dell'Accademia Orchestrale dell'Orchestra di Stato Bavarese. A ciò ha fatto seguito un'ulteriore esperienza orchestrale professionale con l'Orchestra della Scala di Milano, l'Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, l'Orchestra Filarmonica di Monaco, l'Orchestre de Paris, l'Orchestra del Konzerthaus di Berlino e la NDR Radiophilharmonie. Ha collaborato con direttori d'orchestra quali Riccardo Chailly, Kirill Petrenko, Zubin Mehta, Daniel Barenboim, Myung-Whun Chung, Andris Nelsons, Fabio Luisi, Philippe Jordan, Vladimir Jurowski, Klaus Mäkelä, Paavo Järvi e Ivan Fischer. Dal 2018 al 2022, Pidoux è stato impegnato come 1° percussionista nell'Orchestra di Stato Bavarese. Nel gennaio 2022, si è trasferito alla Scala di Milano come primo timpanista. È inoltre membro fondatore del quintetto di percussioni OPERcussion. Da ottobre 2022, Pidoux è docente senior di timpani presso l'Università Mozarteum di Salisburgo e tiene regolarmente masterclass in Europa.

Simone Rubino

Percussioni

In soli sette anni di carriera, Simone Rubino ha conquistato il mondo della musica. 

(Pamela Rosenberg, ex intendente dei Berliner Philharmoniker) 

Dopo aver vinto il concorso ARD nel 2014 e aver ricevuto il Crédit Suisse Young Artist Award nel 2016, Simone Rubino ha tenuto concerti da solista con i Wiener Philharmoniker, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la HR-Sinfonieorchester, la Deutschen Symphonie- Orchester Berlin, i Münchner Philharmonikern, la NDR Elbphilharmonie Orchester, la SWR Symphonieorchester, la Konzerthausorchester di Berlino, la Kammerakademie Potsdam, l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la Netherlands Philharmonic Orchestra o l'Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, sotto la direzione di maestri come Zubin Mehta, Gustavo Gimeno, Tugan Sokhiev, Manfred Honeck, Tan Dun, Michael Sanderling, Antonello Manacorda, Kristian Jarvi, Elim Chan, Maxime Pascal e Francesco Angelico. 

Dal 2016 collabora regolarmente con il Maestro Tan Dun, suonando in diverse tournée in Cina (Shanghai-Pechino-Xiamen), Polonia e Italia.

Nel 2018 è stato Artist in Residence con la BR Münchner Rundfunkorchester e nel 2020 per la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma. 

Simone Rubino è ospite regolare di festival come il Festival di Lucerna, lo Schleswig- Holstein Musik Festival, il Rheingau Musik Festival, l'Heidelberger Frühling, il Bachfest di Lipsia, il Bologna Festival, Czech Chamber Music Society, Musical Olympus in Russia e La folle Journée (sia in Francia che in Giappone). 

Dal 2019 al 2023 Simone Rubino è stato professore di percussioni presso la Haute École de Musique de Lausanne e dall'aprile 2023 è diventato professore di percussioni presso la University of the Arts di Berlino (UDK). 

Tra gli ultimi e i prossimi impegni segnaliamo il concerto allo Stresa Festival, il concerto di apertura della prossima stagione de La Toscanini a Parma in ottobre 2025, la partecipazione al Festival Suoni Riflessi, la collaborazione con il Filosofo Umberto Galimberti a Fasano Musica e due concerti esteri che lo vedranno solista e concertatore a fianco de la BR Munchner Rundfunkorchestra ed ospite poi per la Czech Chamber Society a Praga.Dal 2025 Simone Rubino è inoltre direttore artistico del Festival Fasano Musica in Italia.

Novo Quartet

Ensemble

Kaya Kato Møller e Nikolai Vasili Nedergaard violini
Daniel Śledziński viola 
Signe Ebstrup Bitsch violoncello

Fondato a Copenaghen nel 2018, il Novo Quartet è uno dei più promettenti giovani ensemble danesi. Con base a Vienna e Copenaghen, la formazione è costituita dai violinisti Kaya Kato Møller e Nikolai Vasili Nedergaard, dalla viola Daniel Śledziński e dalla cellista Signe Ebstrup Bitsch. Il Quartetto è stato premiato in vari concorsi internazionali e, recentemente, a Settembre del 2023, ha ricevuto il primo premio e quattro premi speciali al Concorso di Ginevra. La formazione è sostenuta dalla Fondazione delle Arti Danese nel loro programma dedicato ai migliori Giovani Artisti per l’anno 2024. Il Novo Quartet è stato introdotto nel mondo della musica da camera grazie all’aiuto del Prof.Tim Frederiksen all’Accademia Reale di Musica Danese, che per quattro anni ha saputo infondere loro un profondo e significativo amore per il quartetto d’archi. Successivamente, il Novo Quartet è stato accolto all’Accademia Europea della musica da Camera di Vienna, seguendo gli insegnamenti del Prof. Johannes Meissl. Accanto a questi impegni formativi, il Quartetto  è orgoglioso di essere stata incluso nell’Elite program della Scuola normale di musica Alfred Cortot a Parigi. La formazione  ha potuto beneficiare  altresì dei consigli di alcuni celebri artisti dei Quartetti Alban Berg, Artemis, Modigliani e Danish String Quartet. Il Novo quartet si è esibito in Cina, in USA e dalla Svizzera alla Groenlandia. Molte sono le loro registrazioni radiofoniche e le collaborazioni con artisti quali i pianisti Alexander Lonquich e Petr Tengstrand, il cellista Andreas Brantelid, il cornista Felix Klieser, i Quartetti Modigliani e Jerusalem, l’ensemble Dreamers Circus. Significativa è altresì la collaborazione con alcuni importanti compositori danesi contemporanei, mettendo a fuoco in modo particolare i processi compositive che stanno dietro le opere realizzate. La loro collaborazione con il compositore Mette Nielsen, ha prodotto il loro primo album nell’estate 2023 dal titolo “Frozen Moments”. Anche la musica jazz e pop trova spazio negli interessi generali della formazione. La loro recente collaborazione con il fashion brand “UNIQLO”, sottolinea il loro impegno all’esplorazione di innovative ed inaspettate intersezioni fra la musica e altre forme d’arte. L’impronta che caratterizza al meglio il Novo Quartet è il forte sentimento di amicizia che lega fra loro gli artisti, il reciproco senso di rispetto e di attenzione fra i componenti, il tutto riflesso nelle loro interpretazioni, caratterizzate da una profonda unitarietà di intenzioni e di emozioni. Nel 2025 il Novo Quartet è stato nominato New Generation Artists dalla BBC inglese per il biennio 2025/27, riconoscimento che consentirà loro di esibirsi in Inghilterra da soli e anche con le migliori orchestre della BBC .

Trio Concept

Ensemble

Edoardo Grieco - violino
Francesco Massimino - violoncello
Lorenzo Nguyen - piano

“Non ha l’ottimo artista alcun concetto
c’un marmo solo in sé non circoscriva.”
Michelangelo Buonarroti

Il Trio Concept si è formato nel 2013 dall’incontro di tre giovani musicisti torinesi: Edoardo Grieco (violino), Francesco Massimino (violoncello) e Lorenzo Nguyen (pianoforte).

Nell’ottobre 2024, l’ensemble ha scelto di cambiare il proprio nome originario, Trio Chagall, in Trio Concept, per esaltare la coesione di un percorso artistico più che decennale, incentrato sul concetto di trio come nucleo dell'attività musicale e costante impulso creativo. Il nuovo nome si ispira ai versi di Michelangelo Buonarroti, che riflettono l’impegno artistico del Trio: ricercare e proporre la bellezza che, custodita in ogni opera, rinasce attraverso la performance, proprio come lo scultore rinviene la forma perfetta all'interno del blocco di marmo.

Il Trio Concept è stato nominato ECHO Rising Star per la stagione 2025/2026 e, dopo una residenza di tre settimane all'Academy del Verbier Festival nel 2024, ha ricevuto il Prix Yves Paternot, il massimo riconoscimento del festival, per il suo straordinario talento e valore artistico.

Nel giugno 2023, dopo aver superato tre selezioni e aver trionfato nella finale alla Wigmore Hall di Londra, il Trio è diventato YCAT Artist. Lo stesso anno ha ottenuto il primo premio allo "Schoenfeld International Competition" di Harbin (Cina) ed è stato scelto come ensemble in residenza per ProQuartet a Parigi.

In Italia, il Trio Concept ha vinto nel 2019 il secondo premio – con il primo non assegnato – e tre premi speciali al "Premio Trio di Trieste", diventando, con una media di appena vent’anni, il più giovane ensemble da camera mai premiato nella storia del concorso. È inoltre stato scelto dalla giuria dell’Accademia Chigiana come vincitore del Premio Giovanna Maniezzo, nominato "Ensemble dell'anno 2020/2021" da Le Dimore del Quartetto, e successivamente ensemble in residenza del Comitato Amur per il 2023/2024. Il Trio è stato sostenuto dall’Associazione De Sono.

Recentemente, il Trio Concept ha debuttato con il Triplo Concerto di Beethoven in Taiwan e ha collaborato con artisti del calibro di Bruno Giuranna, Mathieu Herzog e Giampaolo Pretto.

Il Trio è impegnato nella scoperta e promozione del nuovo repertorio, commissionando nuove opere per portare al pubblico la musica del presente e del passato. Oltre ai concerti, è attivo nella promozione di momenti di dialogo con il pubblico e nel coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso incontri nelle scuole e concerti per bambini. È stato invitato a tenere Masterclass al Royal Birmingham Conservatoire (Inghilterra) e al Lyceum Mozarteum dell’Avana (Cuba).

Il Trio si è esibito in sale prestigiose, tra cui Wigmore Hall (Londra), Festival di Verbier, Konzerthaus (Berlino), Concertgebouw (Amsterdam), Alte Oper (Francoforte), Teatro La Fenice (Venezia), National Concert Hall (Taipei).

Edoardo Grieco suona un violino Pietro Antonio Landolfi del 1766, gentilmente concessogli da Irene Miller e dalla Beares International Violin Society, mentre Francesco Massimino suona il violoncello "Oro del Reno", costruito da Gaetano Sgarabotto nel 1948 a Milano.

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